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Tra il 2011 e il 2013, gli anni clou della crisi che ha colpito l’economia del nostro Paese e dell’Abruzzo – sostiene tra l’altro Lunelli - gli impieghi delle banche sono diminuiti di oltre un miliardo e 150 miliardi di euro. Una condizione che ha messo soprattutto le imprese in una condizione di grave difficoltà, fino a costringere molte di quelle che hanno resistito a dar fondo a tutte le riserve e alla loro stessa capacità di accedere al credito». Una condizione, ha aggiunto, «aggravata dall’assenza di politiche pubbliche di sostegno all’accesso al credito: con il risultato che i Confidi hanno sopperito alla mancanza di adeguate politiche pubbliche, mettendo in gioco i fondi di garanzia costituiti in prevalenza dagli apporti dei soci».
Lunelli ha poi criticato i tempi lunghissimi imposti dalla burocrazia regionale per l’utilizzo delle poche risorse in campo, ricorrendo a qualche esempio illuminante: «Per quanto riguarda una misura contenuta nei fondi del Par Fas 2007-2013, l’Azione “Migliorare l’accesso al credito delle pmi abruzzesi”, emanata il 27 settembre del 2013, la sottoscrizione delle convenzioni tra la Regione e confidi, per l’erogazione delle risorse, è avvenuta la scorsa settimana. Una prova evidente di ingiustificata inefficienza».


L’appuntamento della Cna dedicato ai confidi, poi, ha offerto una riflessione sul sistema bancario regionale, ed in particolare sul suo rapporto con il mondo dell’impresa. A delineare una riflessione sui mutamenti in corso è Aldo Ronci, che mette a fuoco i cambiamenti intervenuti nell’assetto delle proprietà degli istituti abruzzesi, proprio in relazione al rapporto con l’erogazione di credito al sistema produttivo locale: «In Abruzzo le piccole banche, tra le quali fino al 2012 erano comprese Tercas, Carichieti, Carispaq, Caripe e Bls hanno erogato, proprio in quell’anno, il 51% del totale del credito: una quota più che doppia rispetto al valore medio nazionale (23%) e, ancora di più, per quel che riguarda il credito concesso alle imprese. Una caratteristica che faceva dell’Abruzzo la prima regione d’Italia». Un circuito “virtuoso” destinato a rientrare presto ad essere ricondotto alla normalità dopo i mutamenti degli assetti proprietari: «Nel 2013 le cose cambiano e con l’incorporazione della Carispaq e della Bls in banche nazionali, la quota di credito erogato ha subito una brusca flessione, scendendo al 40%. Ma è facile immaginare che con la prossima incorporazione della Tercas e della Caripe, oltre a quella paventata della Carichieti, il mercato abruzzese tenderà a livellarsi alla quota media nazionale».

Che una alleanza tra sistema bancario e confidi, per sostenere il mondo delle piccole imprese, in Abruzzo sia possibile, con la Regione - pur alle prese con gravi problemi di bilancio, disposta a fare la sua parte - lo ha confermato il dibattito seguito alle relazioni. Nella discussione, coordinata dal direttore del quotidiano "Il Centro", Mauro Tedeschini, hanno preso parte il presidente della Bcc Abruzzo, Michele Sanuele Sborgia; il direttore regionale della Cna, Graziano Di Costanzo; l'assessore regionale alle Attività produttive, Giovanni Lolli; il direttore generale di Fedart Fidi, Leonardo Nafissi; il direttore generale di Cofidi.it, Teresa Pellegrino. 

Sborgia, primo a intervenire, ha rilanciato l’alleanza tra confidi e piccole banche: «La forte liquidità delle banche di credito cooperativo, che operano in aree territoriali delimitate, e con un tipo di clientela del tutto sovrapponibile a quella dei confidi – ha detto – non può non stimolare una forte sinergia tra questi due mondi». Nafissi, da parte sua, ha invece sottolineato «come sia necessario ricostruire una filiera ben organizzata e strutturata del sistema produttivo, a tutto vantaggio delle imprese: un obiettivo di politica economica decisamente alla portata». Di Costanzo, direttore regionale della Cna, ha messo in evidenza i limiti della piccola impresa nell’accesso al credito: «Il nostro è un mondo che per oltre il 70% è costituito da piccole ditte individuali, dove è difficile distinguere patrimonio personale e aziendale: è un mondo che qui vive e qui pensa al suo futuro, e per questo occorre un sostegno particolare».
Rispondendo all’invito della Cna, il vice presidente della Regione, Lolli, ha garantito l’impegno della Regione a rimodulare i fondi comunitari, destinando ai confidi parte delle risorse recuperate, ma non ha lesinato critiche al sistema bancario: «Occorre mettere in campo strumenti nuovi e diversi, sapendo che esiste uno spazio – dopo i processi di concentrazione del sistema che hanno investito negli ultimi tempi gli istituti abruzzesi – per la ripresa di una dimensione locale». Il “caso” della Puglia, con l’autentico boom realizzato nella concessione di finanziamenti alle micro imprese, è stato al centro, infine, dell’intervento di Teresa Pellegrino: «Le imprese sono ovunque in difficoltà, e con loro i confidi: ma abbiamo avuto la forza, mettendo in campo una forte sinergia, di realizzare una forte capacità di investimento». Tante le autorità istituzionali presenti al forum: tra le altre, il presidente della Provincia di Pescara, Antonio Di Marco, e il presidente della Camera di commercio adriatica, Daniele Becci.

 

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